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Il Negozio

{ 07:59, 13 February 2011 } { Categoria Erotik BdSm } { 0 commenti } { Link }
La fantasia che si trasforma in realtà… Un susseguirsi di emozioni forti e situazioni incredibili avvolgono la mia mente e, in un attimo, mi ritrovo nella mia realtà di schiava. Mi sveglio.. sono sul pavimento… il mio corpo mezzo avvolto in una coperta che non riesce a nascondere tutti i segni della sera prima… Al collo ho il collare ed una catena mi lega al letto in cui il Padrone dorme ancora… Mi muovo appena.. sono tutta indolenzita per aver passato la notte sul duro pavimento e per quello che ho dovuto subire prima…. Si percepiscono dei movimenti sul letto… è la mano del Padrone che afferra la catena e, con un solo strattone, mi trascina verso di lui… Mi metto subito nella posizione dovuta… in ginocchio… a fianco al letto. “Buon giorno Padrone, ha dormito bene?”. Mi molla subito un ceffone… ed un rimprovero… “Parla solo quando ti viene richiesto e concesso”. Segue subito un ordine: “schiava va in bagno e lavati, poi fammi un caffè e portalo qui! Hai 15 minuti in tutto.. sbrigati!”. Abbasso lo sguardo e rispondo “Si Padrone”. Mi toglie la catena e, indolenzita, mi dirigo subito verso il bagno Faccio una doccia veloce, mi asciugo e corro in cucina a fare il caffè, preparo il vassoio, riempio la tazzina e ritorno in camera. Mi inginocchio accanto al letto, al cospetto del signore, con il vassoio in mano. Il Padrone, senza nemmeno degnarmi di uno sguardo, prende la tazzina e sorseggia lentamente il caffè… Poi, con sguardo indifferente, si rivolge verso di me e con tono tranquillo mi dice: “porta via il vassoio e torna qui”. Mentre pronuncio le parole: “Subito Padrone” penso alla fantastica sensazione provata nell’aver eseguito correttamente l’ordine ricevuto. Con un sorriso di soddisfazione mal celata vado in cucina.. poso il vassoio e, in un attimo, sono di nuovo lì in ginocchio al Suo cospetto. Una sberla improvvisa mi riporta alla dura realtà… “Sei troppo lenta!! Sarai punita per questo schiava!!” Non posso che dire: “grazie Padrone”. Il mio sorriso di soddisfazione è svanito… Mi mette il guinzaglio e lo seguo a 4 zampe in bagno. Senza che abbia bisogno di parlare, mi fa capire che devo preparare la vasca per il bagno.. lo aiuto a spogliarsi. “Adesso vai e prepara i miei vestiti, schiava! Ma resta giù come una cagna! Poi torna qui a lavarmi”. “Si Padrone”. Poso delicatamente ed ordinatamente i suoi vestiti sul letto. Sempre a 4 zampe, torno in bagno… lavo il Padrone e lo asciugo. Il Padrone, senza proferire una sola parola, mi prende violentemente per i capelli… mi tira con decisione fino a quando la mia testa non entra nel wc… e, facendomelo praticamente abbracciare, inizia a scoparmi energicamente… Appena venuto… strattonandomi per i capelli…. mi gira e me lo sbatte in bocca: “ pulisci bene.. cesso”. Appena soddisfatto della mia attività… allontana la mia testa dal suo cazzo e mi dice:” lavati bene, cesso… dobbiamo uscire” e si allontana in direzione della camera da letto, dandomi appena il tempo di sussurrare un quasi impercettibile “si, Padrone”. Mi sistemo velocemente, mi trucco un pò e torno in camera a 4 zampe. Il Padrone è già vestito e vedo, sul letto, i vestiti che ha scelto per me. “Schiava, mettiti nella posizione che sai… mani dietro la nuca…”. Obbedisco e… mi mette subito due pinze ai capezzoli e due alla figa… “Ora vestiti e fai in fretta”. “si Padrone”. Mi toglie il guinzaglio… ma non il collarino in pelle nera. Sono pronta… calze autoreggenti nere…. perizoma nero in pizzo… una gonna nera al ginocchio…. camicia in seta rosa antico…. reggiseno nero che sembra combattere con le pinzette applicatemi prima. Il Padrone mi scruta e avvolge il mio collo con un delicato foulard di seta… anch’esso nero… Mi fa segno di seguirlo… usciamo…. chiude la porta. Lui avanti ed io dietro che lo seguo come una cagnetta.. Le pinze fanno un male atroce e la sensazione di fastidio traspare dalle espressioni del mio volto. Arriviamo all’auto e, come ogni perfetto gentleman quale Egli è, mi apre lo sportello. Mentre salgo… oltre ai dolori dovuti alla faticosa notte passata, sento dei forti fastidi dovuti alle pinze applicate alle labbra della figa… Il Padrone con un sorriso di soddisfazione mi chiede: “Stai bene, schiava? Dimmi la verità… schiava”. Non penso nemmeno e, automaticamente, fornisco la risposta “giusta”: “Bene Padrone”. Sempre sorridendo… il Padrone mi dice:” Brava… questa è solo una parte della punizione… il resto lo penserò dopo… schiava. Ora andiamo a fare la spesa e poi a prendere dei giocattoli per te, schiava”. “Grazie Padrone”. Con al solita classe e gentilezza…. mi apre lo sportello e, sentendo ad ogni movimento le fitte dolorose dovute alle pinze, entriamo nel supermercato. Avvicina la sua bocca al mio orecchio e mi ordina di andare in bagno, di togliere il perizoma e di aspettarlo. Un minuto dopo arriva anche lui, entra e chiude la porta. Capezzoli e figa sono infiammati e indolenziti… Il dolore diventa ancora più grosso quando toglie le pinze dalle labbra della figa… Tira su la gonna… mi piega in avanti…. Infila il perizoma nella mia bocca… e con una mano me la chiude del tutto. Inizia a scoparmi senza pietà…. E, con l’altra mano inizia a strizzare violentemente i capezzoli a cui sono ancora applicate le pinze… Non appena ha finito di usarmi… libera la mia bocca… riapplica le pinze alla figa e mi intima di non reindossare il perizoma… “grazie Padrone” e, mentre mi sussurra un freddo “Ti aspetto fuori”… si avvicina alla mia fronte e mi regala un dolce bacio. Io mi sistemo velocemente, esco, e lo raggiungo. Facciamo la spesa. La giornata è bella… c’è un sole splendido… e con l’auto mi porta al parco… Iniziamo a passeggiare… il Padrone mette il suo braccio sulle mie spalle… mi accarezza i capelli…. si ferma e mi bacia… è dolcissimo… e non sento più il bruciore ma solo un dolce benessere. Ma, all’improvviso, tirandomi per i capelli, mi strattona facendomi precipitare in giù e mi ritrovo all’aperto in ginocchio davanti a lui e mi dice: “cagna, non la vedi la scarpa slacciata?”. Prima che finisca la frase, io subito la allaccio. “schiava, ringrazia!!” ed io capisco che devo baciare la scarpa. Onorata, la bacio. “Bene, schiava, andiamo a comperare i giocattoli per te”. “Si, Padrone, grazie”. Arrivati al negozio entriamo. Capisco subito che il Padrone conosce il proprietario, il quale ci invita a seguirlo nel retro bottega. Una volta entrati, il Padrone mi ordina subito: “in ginocchio, lurida cagna, subito a 4 zampe,, e non fiatare!! Chiaro??”. Io abbasso la testa, mi posiziono come chiestomi e Lui si siede sulla mia schiena, mentre il suo amico gli porta degli oggetti che io non vedo. Si alza e si rimette sopra di me con le gambe divaricate ed in direzione opposta alla mia. Mi tira su la gonna ed il mio culo nudo viene messo in mostra… inizia a massaggiarmi le chiappe…. ma poi…. improvvisamente, senza che me lo aspettassi, arriva un primo violento colpo di frusta… non posso che emettere un urlo di dolore. E questo non può che scatenare la sua ira “Lurida schifosissima cagna…. Ti avevo ordinato di non fiatare!!!” ed inizia a colpire sempre più forte…. Io non fiato più… Trattengo a fatica le urla di dolore che strozzo dentro di me…. 5, 10, 15, 20 colpi… “schiava, ti piace il tuo nuovo frustino?” e colpisce ancora più forte.. io sobbalzo dal dolore ma lui appoggia tutto il suo peso su di me… stento a non crollare giù. Finalmente si rialza e, con la suola della sua scarpa, spinge la mia faccia fino a poggiarla a terra… poi col collo della scarpa poggiato alla mia zona pelvica, spinge verso l’alto, facendo in modo da farmi mettere bene a culo in su… E, in un solo attimo, sento un dolore lancinante! Mi ha infilato un cuneo nel culo e sento solo la sua voce sghignazzante che dice: “Questo mi piace!! Ha la coda da cavallo!”. Qualche infinito secondo di pausa e poi…”Ora dimmi, schiava, che ne pensi? e non è ancora tutto… Rispondi cagna… ti piace il mio regalo??”. “Si Padrone”. “Ora mettiti in posizione di schiava!!”… “si, Padrone”… “e apri la bocca”. Appena aperta, mi mette un morso e lo lega dietro la testa! E’ come quello usato per i cavalli e sopra ha delle piume di argento!! “Ora ci siamo sei un cavalla… da cavalcare!!! Su muovi la testa come un cavallo”. Mi prende per il guinzaglio e, impaziente, mi tira su… “Ora trotta come una cavalla!! Muoviti!!”. Io non riesco bene a muovermi con il cuneo nel culo e, così, mi arrivano le frustate… e io impegno di più e, finalmente, il Padrone mi esprime la sua soddisfazione: “Bene! Brava schiava! In ginocchio!!”. Mi toglie prima il morso e poi il cuneo. “grazie Padrone”. Si avvicina… e mi bacia a lungo, dolcemente. “Ora sistemati!! Torniamo a casa! È quasi ora di cena!!”. “si Padrone”. Il negoziante ignora la mia presenza e saluta solo il mio Padrone.
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